Oceanys

MEDITERRANEAN CETACEAN MONITORING AND RESEARCH

IL PROGETTO

Copiright delphis m.d.c.-oceanys

Le isole vulcaniche di Ventotene e S. Stefano formano un unico distinto centro eruttivo al largo del Golfo di Gaeta, un gruppo vulcanico differenziato cronologicamente e geologicamente dai vicini centri eruttivi costituiti dalle isole di Ponza, Palmarola e Zannone a nord ovest e dall'area Flegrea con le isole di Ischia, Procida e Vivara a est- sud est.

Il mare intorno alle isole rivela una grande biodiversità, i valori naturalistici dei fondali sono diffusi per la presenza di praterie di posidonia, Posidonia oceanica e di particolari caratteristiche geomorfologiche (grotte, archi naturali, etc.).

Dati   raccolti   in   ambiente:

 

I primi dati raccolti in ambiente nelle acque di Ventotene risalgono alla fine degli anni '80, anni in cui le isole Pontine fecero parte di un monitoraggio ad ampia scala, che coinvolse tutti i mari Italiani (Notarbartolo Di Sciara et al., 1993). Durante questa campagna al largo dell'isola di Ventotene furono avvistati globicefalo, capodoglio, stenella striata e balenottera comune.

 

Dal 1991 le acque delle isole di Ventotene e di S. Stefano sono oggetto di uno studio sistematico sui cetacei (Mussi et al. 1997, 1998, 2000).

 

Dal 1995 la ricerca si è focalizzata lungo l’ambiente di scarpata, lungo le batimetriche dei 700 e dei 1000 m.

Tursiope è una specie piuttosto comune nei mari italiani, distribuita prevalentemente in ambiente costiero.

 

La specie è stata avvistata durante tutto l'anno, con una maggiore frequenza nei mesi estivi (Mussi et. al., 1998).

 

 

Il gruppo di tursiopi conosciuto è residente tra le isole dal 1993 (Mussi & Miragliuolo 2003); il branco è composto da circa 20 individui.

 

 

Nell'area di Ventotene la specie è sempre stata vista alimentarsi sul fondo e in prossimità di secche rocciose, al contrario di stenella e delfino che si alimentano in superficie, addensando i banchi di pesce azzurro.

I tursiopi hanno predato opportunisticamente le reti da posta per alimentarsi, producendo ampi squarci per catturare le loro prede.

 

 

I tursiopi sembrano scegliere il periodo estivo per la riproduzione, il numero massimo di neonati nei sottogruppi osservati è stato registrato nel mese d’agosto.

Globicefalo (Globicephala melas) è una specie rara in Mediterraneo, relativamente abbondante solo nel mare di Alboran.

 

A partire dal 1995 è stata documentata la presenza semistanziale al largo dell’ isola di Ventotene di un gruppo stabile di globicefali.

 

Gli avvistamenti sono avvenuti sempre in un tratto di mare molto ristretto (3 Km2) corrispondente ad un cratere sottomarino non descritto in letteratura.

 

 

 

Il globicefalo ha un repertorio acustico molto vario, sono state documentate diverse associazioni tra suoni e comportamento, tuttavia non esistono informazioni sul grado di stereotipazione dei fischi e sulla funzione “firma”.

Grazie alla continuità delle osservazioni, è stato possibile registrare e catalogare i suoni emessi dai globicefali di Ventotene.

Tutti i fischi (n. 899) sono stati catalogati in base alla loro forma.

I suoni sono stati assegnati ai singoli animali osservando le bolle d’aria che venivano emesse durante la produzione dei fischi.

 

725 fischi sono stati così attribuiti a 4 individui.

I risultati dell’analisi hanno dimostrato che i globicefali producono prevalentemente (80%) il proprio fischio firma.

I canti dei maschi sono stati predominanti (80%).

Tutti I fischi hanno una struttura introduttiva che consiste in una rapida sequenza di clicks.

Il maschio giovane, Pan, ha sviluppato quest’introduzione solo nel 1996, e nello stesso anno ha introdotto un’ulteriore vocalizzazione finale al suo canto.